L'Arrivo delle Capre Cashmere

in Val Colvera

Anno 2020, il numero di capre in Val Colvera aumenta con l’arrivo a Frisanco di un nuovo gregge che si somma a quello già esistente da circa un anno a Poffabro. Queste non sono però capre comuni, bensì capre da fibra cashmere.
Il piccolo allevamento dal nome FRIUL CASHMERE (55 capi in tutto) nasce con l’idea di riportare la cultura della capra, anche a livello domestico, nelle nostre vallate e sulle nostre montagne.

 

In Europa le capre cashmere vengono allevate prevalentemente per la produzione della preziosa fibra tessile che prende il nome dalla regione asiatica del Kashmir (Cachemire, in francese; Cashmere, in inglese) dove sin dall’antichità la fibra veniva lavorata da sapienti artigiani. Nei paesi di origine, sugli altipiani asiatici che si estendono dalla Mongolia, passando per la Cina fino ad arrivare al Pakistan, questo tipo di capra viene allevata anche per la produzione del latte, che è infatti di ottima qualità. Le capre cashmere non sono di fatto una vera e propria razza selezionata e presentano infatti caratteristiche fisiche disomogenee per quanto riguarda la taglia, il colore e la forma delle corna. Questi animali possiedono delle corna importati, ritorte all’infuori, piuttosto imponenti nei maschi e meno pronunciate nelle femmine. Ciò che contraddistingue la capra cashmere dalle razze caprine selezionate per la produzione di latte e di carne, è la capacità di produrre durante il periodo invernale un soffice ed abbondante sottopelo che con l’arrivo della primavera quando le giornate si fanno più lunghe, si stacca e può essere raccolto “semplicemente” pettinando gli animali. Si ipotizza che questa fosse una caratteristica presente anche nelle prime capre domestiche europee arrivate con le migrazioni umane provenienti dall’Asia 5000 anni fa circa. È interessante notare che la capacità di queste capre domestiche primitive, si è poi quasi totalmente perduta durante il processo di selezione e allevamento in stalla.

capra cashmire Friul Cashmir

Il Dott. Gaspardis, in un articolo sull’allevamento ovi-caprino, pubblicato sul bollettino dell’Associazione Agraria Friulana nel 1914, parla della capra autoctona diffusa in Friuli all’inizio del secolo scorso come un animale “rustico e parchissimo” ben adattata al territorio. Inoltre, paragonandola alle altre razze Alpine e Europee e descrivendone le caratteristiche anatomiche e fisiche, ci fornisce un’osservazione importante circa il manto degli animali: I peli sono grossolani e al contrario di quanto si osserva in altre varietà della razza caprina europea, sono frequenti i soggetti provvisti di una leggera lanugine protettiva, oltreché del pelo ordinario.

Similmente alla capra autoctona friulana, che era ancora presente nelle nostre zone agli inizi del ‘900 (e purtroppo ormai estinta), la capra cashmere è un animale capace di trasformare in oro rovi e arbusti di scarso valore boschivo. La scelta dunque di allevare proprio questo tipo di capra deriva dalla decisione ben precisa di re-introdurre sul nostro territorio una capra rustica che non necessita di strutture complesse e che può vivere bene anche allo stato brado, alimentandosi prevalentemente della vegetazione spontanea presente sulla fascia montana e pedemontana del Friuli. Nelle nostre vallate, dove il bosco avanza in modo incontrollato cancellando i vecchi sentieri e le tracce architettoniche delle comunità rurali di montagna, questi animali potrebbero costituire un importante aiuto per ripulire terreni abbandonati difficili da mantenere. Il progetto portato avanti dalla nostra piccola azienda si pone come obiettivo non solo l’allevamento e la selezione degli animali, ma anche la creazione di una rete di piccoli allevamenti capaci di “ripulire il territorio” attraverso l’Eco sfalcio e produrre, in maniera consorziata, cashmere di ottima qualità, etico, sostenibile e soprattutto “MADE in FRIULI”.

Mr Donald di Friul Cashmire
Capre Cashmire con Martina De Florio, The Goat Whisperer
Goat Trekking

Potrebbe essere interessante fare una passeggiata con le capre in montagna per provare una esperienza nuova e darsi modo di apprezzare la natura sotto un diverso punto di vista, a un ritmo diverso da quello che si avrebbe normalmente. Per godersi ogni passo e non avere solo in mente la meta da raggiungere con dei compagni di viaggio simpatici e curiosi.

Martina

Il programma di allevamento prevede principalmente tre schemi: adozione a distanza, affido assistito e vendita degli animali.

  1. L’adozione a distanza, consente a coloro che non hanno spazi adeguati di partecipare al progetto sostenendo le spese alimentari e le cure medico-veterinarie di uno o più animali. Adottare una capra a distanza non è semplicemente provvedere economicamente al mantenimento del animale, ma richiede e incoraggia una partecipazione attiva nel tempo libero, alla cura quotidiana dell’animale e alle attività proposte dall’allevamento, come ad esempio le passeggiate con le capre
    Goat Trekking-
  2. L’affido assistito (da 2 a 5 animali) è invece una formula pensata per persone che possiedono terreni abbandonati e che vogliono cimentarsi nell’allevamento di questo tipo di capre pur non avendo esperienza. Questo schema prevede l’affido gratuito degli animali supportato dall’assistenza tecnica e veterinaria di Friul Cashmere.
  3. La vendita degli animali per la formazione di mini-stalle (5-15 animali circa), da parte di persone che, oltre ad avere spazi adeguati per il pascolamento, hanno anche esperienza di allevamento e vogliono entrare a far parte di una rete di allevatori che hanno l’obbiettivo comune di produrre in maniera consorziata cashmere etico e Made in Friuli.

In conclusione: PERCHE’ LA CAPRA CASHMERE?

Nelle zone di montagna del Friuli, le capre hanno da sempre fatto parte dell’economia domestica, pertanto ripensare al loro allevamento in chiave contemporanea è un progetto interessante sotto diversi punti di vista. Belli da vedere, simpatici e versatili, questi animali possono essere allevati come animali da compagnia oppure come animali da reddito. L’allevamento delle capre cashmere presenta infatti, oltre alla produzione di fibra, diverse opportunità di sviluppo economico rurale montano legato al territorio e al turismo. Sia a livello amatoriale che a livello aziendale (piccole aziende agricole e agriturismi) queste capre possono essere impiegate per svolgere diverse attività come ad esempio: l’Eco sfalcio, il goat trekking, la produzione di prodotti a base di latte (compresi i cosmetici) e infine il letame. L’allevamento per produzione di carne è solitamente sconsigliato per questo tipo di capre che hanno scelto di proteggersi dal freddo producendo il cashmere piuttosto che tessuto adiposo, nonché eticamente distante da quello che è la visione di Friul Cashmere. Anche nei paesi di origine le capre cashmere vengono allevate prevalentemente per la produzione di fibra e di latte. La maggior parte degli animali di sesso maschile, che nell’allevamento delle razze di capre selezionate per la produzione del latte trovano impiego solo per la produzione di carne, sono invece molto importanti per la produzione della fibra cashmere. Questo accade perché rispetto alle femmine, che durante la gravidanza e l’allattamento impegnano la maggior parte del metabolismo per l’accrescimento dei capretti e la produzione di latte a discapito del vello, i maschi (castrati) orientano tutte le loro energie per la produzione di fibra cashmere che e’ superiore sia per quantità che per qualità.

Ci auguriamo che la nostra passione e amore per questi animali sia condiviso e accolto da tutti gli abitanti della Val Colvera e possa contagiare anche le vallate limitrofe alla nostra.
Vi invitiamo a venirci a trovare per passare qualche ora all’ aria aperta in compagnia delle nostre capre!

Frisanco, 20/11/2020

HANNO
COLLABORATO:

Paola Zaccone

Paola Zaccone

allevatrice

Tatiana Sbaragli

Tatiana Sbaragli

medico veterinario

Martina De Florio

Martina De Florio

istruttrice

Andrea Vendramin

Andrea Vendramin

guida naturalistica

Evento Lis Aganis – Ecomuseo Regionale delle Dolomiti Friulane

PIANTE E CAPRE IN VAL COLVERA

Il gruppo sarà accompagnato da una guida locale lungo un percorso ben segnalato tra i boschi e i prati per arrivare a un allevamento di capre cashmere. Si osserverà la vegetazione locale apprendendo qualche notizia culinaria e fitoterapica. Presso l’allevamento si potranno ammirare gli animali e ricevere informazioni sulle caratteristiche del loro manto e della sua lavorazione.  

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Prossimo evento Goat Trekking

La caPRAmminata

Partendo dal borgo di Frisanco insieme a speciali accompagnatori esploreremo le foreste che lo circondano rivivendo le storie e le tradizioni di un tempo come l’allevamento delle capre, sostentamento fondamentale per le popolazioni della montagna friulana…

+LEGGI TUTTO+

2 febbraio 2021
“L’allevamento caprino era molto diffuso in passato nel territorio friulano.
Per fortuna c’è chi lotta per mantenere vive queste tradizioni e io sono orgoglioso di poter lavorare insieme a loro!
Tenetevi pronti perché a fine febbraio andremo nella splendida Val Colvera per conoscere, Paola, Tatiana, Martina e… tutte le loro capre!
A breve vi daremo ulteriori informazioni 👍 Nel frattempo seguite le novità sulla pagina perché finalmente possono ripartire le escursioni e la neve ci aspetta!!!”
24/12/2020
La nostra prima intervista ufficiale 😅☺️🤗

Un sincero grazie da tutto lo staff di Friul Cashmere a Marianna Maiorino e a Il13 per averci dedicato questo servizio e aver dimostrato interesse per il nostro progetto…

Friul Cashmere

A Frisanco, in provincia di Pordenone, un’ immunologa Paola Zaccone e una veterinaria, Tatiana Sbaragli, a partire da febbraio 2020 hanno dato vita al primo allevamento di capre da cashmere in Friuli. Il loro progetto però non si limita al cashmere ma si estende al trekking con le capre e alla rivalutazione turistica del territorio . Con Paola e Tatiana in questa avventura anche Andrea Vendramin e Martina De Florio per il trekking e la protezione del gregge dai lupi.
Marianna Maiorino

Fonte:

Testo inviato in redazione da Friul Cashmire il 20/11/2020

Pubblicato sul Bollettino parrocchiale “L’ECO della VALCOLVERA” n.° 179 Dicembre 2020

BOLLETTINO PARROCHIALE

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